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CHIESA SANTA MARIA DEL CARMINE Pavia – Italia

In origine sul luogo era edificata la chiesa romanica dei Santi Faustino e Giovita entro le mura. Nel 1364 i Carmelitani dovettero abbandonare il luogo che occupavano dal 1298 a nord della città per far posto a una nuova residenza viscontea e ricevettero in cambio da Gian Galeazzo Visconti l’uso della chiesa. A partire dal 1373 i Carmelitani avviarono la costruzione della nuova chiesa che si protrasse per oltre un secolo.

Il progetto della costruzione fu affidato a Bernardo di Venezia che aveva già realizzato il castello Visconteo.

Attualmente la Chiesa fa parte della parrocchia omonima retta dal clero secolare.

Committente : Impresa Damiani Costruzioni 

Progetto e DL : Studio Calvi 

Interventi : restauro torre campanaria interno ed esterno, restauri cappella interna torre

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Palazzo Botta – Pavia Italia

Sede degli uffici e della Biblioteca del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia. L’interno risulta rimaneggiato per le nuove destinazioni d’uso, ma conserva alcune testimonianze degli sfarzi settecenteschi come lo scalone neoclassico e gli stucchi e gli affreschi del piano nobile.  Originariamente al palazzo era annesso un parco che via via fu occupato delle strutture universitarie. Attualmente, l’edificio presenta nel giardino retrostante l’acquario realizzato nel 1913 su iniziativa di Camillo Golgi con vasche e incubatori per lo studio degli animali acquatici.

Committente : Damiani Costruzioni srl 

Progetto e D.L. : STUDIO CALVI s.r.l. Ingegneria e Architettura

Funzionario MIBAC : arch. Roberto Nessi

Interventi :  consolidamento apparati decorativi , messa in sicurezza dipinti murali

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Scuola primaria Calcinate (Bg)

L’origine del paese è pre-romana, e più precisamente celtica, risalente al III secolo a.C. Di tale periodo però non sono stati rinvenuti resti di rilievo, ma l’origine del nome è databile attorno a quel periodo: il suffisso ate(presente in numerosi toponimi della bergamasca) è difatti caratteristico delle popolazioni galliche, mentre il resto del nome deriverebbe dal capo della tribù stanziata in quella zona.

Committente : I.C.E.F. srl Grumello del Monte (Bg) – Comune di Calcinate

Progetto e D.L. : Ing. Mauro Bonomelli – Arch. Federico Baiguini – Arch. Cristina Ziliani

Funzionario MIBAC : arch. Gaetano Puglielli

Interventi : restauro pietre o similari / derivati  facciate esterne

 

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BIM restauro ” Building Information Modeling “

In collaborazione con BluMatica, ARC restauri è sempre pronta a sviluppare e sostenere nuovi sistemi di progettazione e controllo commessa. Oggi ARC è BIM,  diventerà realtà :

  • Lavori in un ambiente CAD a te familiare anche se estremamente potenziato e semplificato per cui i tempi di utilizzo sono pressoché immediati e non devi rinunciare alle metodologie CAD già consolidate e note alla gran parte dei progettisti
  • Crei elementi generici con le funzioni CAD e li trasformi in Oggetti BIM
  • Rimani concentrato sullo sviluppo dell’idea progettuale grazie alla disponibilità di Oggetti BIM che puoi modellare e visualizzare con il livello di dettaglio desiderato
  • Tavole grafiche ed elaborati sono ricavati in automatico e il contenuto è dinamicamente adeguato con l’evoluzione del progetto
  • Disponi di editor dedicati per personalizzare gli oggetti BIM e funzionalità semplificate per la definizione degli oggetti più complessi quali scale e tetti
  • Disponi di una completa banca dati di componenti verticali e orizzontali con il dettaglio di stratigrafie e materiali che puoi personalizzare secondo le specifiche esigenze
  • Integri oggetti in formato IFC provenienti da altri editori per arricchire i contenuti del modello
  • Acquisisci i formati vettoriali standard (dwg, dxf, SchetchUp, ecc.) per trasformare progetti esistenti in modelli BIM
  • Favorisci l’interoperabilità con gli altri progettisti grazie alla funzionalità “Esporta IFC”

 

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CHIESA DELLA SANTISSIMA TRINITA’ Ceresara Mantova

L’edificio originario risale al XII-XIII secolo. Successivamente è stato ampliato nel 1724. La facciata è la parte che meglio evidenzia l’impronta romanica della chiesa, mentre l’interno è tardobarocco. Particolarmente interessanti sono gli elementi marmorei e l’organo, che proviene dalla sinagoga degli Ebrei di Mantova, dopo che fu demolita. Anche il campanile è di chiara fattura medioevale fino alle bifore della cella campanaria, mentre la sommità sopraelevata e fornita di coronamento merlato fu realizzata alla fine dell’Ottocento.

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Monumento ai Caduti di Cefalonia e Corfù – Parma

Fu eretto per iniziativa dell’Associazione reduci della Divisione Acqui (sez. di Parma) che lo voleva sin dal 1967, su progetto dell’architetto Giacomo Chiari (1896-1973).
Promotore dell’iniziativa era il presidente della sezione locale dell’associazione, nonché superstite di Cefalonia, Gianni Renaud.

Committente : Comune di Parma

Progetto e D.L. : arch. Zilocchi Barbara

Interventi : Monumento tutto in marmo e bassorilievo in bronzo

 

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TORRE NUOVA CARPENEDOLO

Carpenedolo è situato nella parte sud-orientale della provincia di Brescia, al confine con la provincia di Mantova. Dista 22 chilometri a sud da Brescia, 46 chilometri da Mantova e 50 chilometri da Cremona.

Il comune confina a nord con Montichiari, a est con Castiglione delle Stiviere e Castel Goffredo, ad ovest con Calvisano, a sud con Acquafredda.

Il territorio comunale (superficie di 30,14 km²) è prevalentemente pianeggiante, al termine dell’anfiteatro collinare morenico del lago di Garda. Le maggiori elevazioni sono rappresentate dal monte Rocchetta (132 m s.l.m.),dal Capomonte, dal colle Zecchi, dal monte Paletta e dal monte Fogliuto. La quota ufficiale della cittadina, riferita all’ubicazione della casa comunale è di 78 m s.l.m..

Dal punto di vista geologico il terreno è costituito da sedimenti terrigeni determinati dal fenomeno morenico o dalla pianura alluvionale del fiume Chiese.

Committente : Comune Carpenedolo

Progetto D.L. : arch. Ghezzi Valeria Scala Barbara 

Interventi : restauro prospetti esterni torre campanaria

Funzionario MIBACT: arch. Musto Gabriella 

 

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CHIESA SANTA MARIA DEL CARNERIO ORZINUOVI BRESCIA

Non ci sono risposte certe sull’origine del nome di Orzinuovi, ma soltanto ipotesi attendibili: il Codagli nella sua opera Historia Orceana narra che, durante le invasioni barbariche del V-VI secolo d.C., i barbari avrebbero costruito in questo territorio due rocche fortissime che in latino, la lingua dei romani, sarebbero definite Arces, e appunto da questa parola si sarebbe col tempo arrivati a Orci. Codagli tuttavia si rese poi conto dalle storie degli anziani del paese che il nome sarebbe potuto derivare non dalle Rocche, bensì dai vasi che i Romani chiamavano Orzi recuperati dal fondo di quelle. Sempre Codagli ipotizza che sia stato S.Ursicino, Vescovo di Brescia dal 347 al 380 d.C., a dare il nome alla città. Inoltre, ipotizza che possa essere stata Oritia moglie di Borea e figlia di Eritteo, re di Atene. Oritia, essendo colei che aveva fatto edificare il tempio dedicato a Giove nei pressi della località, deteneva il diritto di dare il nome alla città.

Monsignor Guerrini, l’arciprete della Curia di Brescia presuppone che il nome della città derivi dall’aggettivo Arsus che tradotto dal latino all’italiano significa latifondi, che Orzinuovi possedeva prima che il Comune di Brescianell’XI secolo vi bonificasse. Lo stesso Guerrini dice che l’origine del nome deriva da J-urs, che potrebbe essere una ricostruzione dialettale di San Giorgio, poiché, Orzinuovi, fondata nel XII secolo, è stata chiamata castrum San Georgi o San Jorii, per quindi a risalire a J-ursus. Però Monsignor Guerrini smentisce questa sua ipotesi, per due ragioni, una fonetica e una storica.

Committente : Rotary Clubs 

Progettazione : Arc restauri 

Intervento : restauro in pietra di Botticino

Funzionario MIBACT : arch. Musto Gabriella 

 

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TOMBA BRION Altivole Treviso cantiere pilota

La tomba Brion è un complesso funebre monumentale, situato lungo l’originale confine del piccolo cimitero di San Vito, nella frazione d’Altivole in provincia di Treviso.

Venne progettata e realizzata dall’architetto veneziano Carlo Scarpa su commissione (1969) di Onorina Brion Tomasin, per onorare la memoria del defunto ed amato congiunto Giuseppe Brion, fondatore e proprietario della Brionvega, e conservarvi le sue spoglie, e quelle di alcuni parenti. Il complesso venne eretto tra il 1970 ed il 1978, anno in cui lo stesso Scarpa morì, a seguito di una caduta da una scala in un negozio a Sendai, in Giappone. L’opera venne quindi ultimata sui progetti dell’architetto, che vi fu anche sepolto, secondo quanto richiesto nel proprio testamento, in un punto discreto di congiunzione tra la sua monumentale creazione ed il vecchio cimitero del paese.

 

Committente : famiglia Brion

Progeto e D.L. : arch. Pietropoli Guido

Interventi : cantiere pilota restauro cemento

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